Prima casa o casa al mare? Caldaia da sostituire o fotovoltaico da zero? Nel 2026 l'incentivo giusto cambia da situazione a situazione. Qui trovi i casi concreti che incontriamo ogni settimana tra Ostia, i Castelli e l'Agro Pontino, con la scelta che conviene in ciascuno.
L'errore più comune è scegliere prima la misura e poi l'impianto. Nel 2026 funziona al contrario: quello che ti spetta dipende da tre cose molto concrete — se l'immobile è prima o seconda casa, se stai sostituendo un impianto esistente o partendo da zero, e qual è il tuo reddito. Cambiando una sola di queste variabili cambia l'incentivo più conveniente, a volte di parecchie migliaia di euro.
Sotto trovi le cinque situazioni in cui rientra quasi chiunque ci contatti. Della burocrazia, in ogni caso, non ti occupi tu: comunicazioni ENEA, portale GSE e carte per il commercialista le prepariamo internamente.
Privati
È il caso più frequente. Sulla casa in cui risiedi recuperi metà della spesa in dieci quote annuali che si scalano dall'IRPEF, con un massimale di 96.000 € per unità immobiliare. La misura resta in vigore per tutto il 2026 e copre l'intero pacchetto: pannelli, batteria, pompa di calore, caldaia a condensazione, collettori solari e colonnina per l'auto. Due adempimenti la rendono valida — il bonifico con la causale corretta e la comunicazione ENEA entro 90 giorni dal termine dei lavori — e li curiamo noi.
C'è però una data da tenere a mente. Salvo proroghe, oggi non annunciate, dal 1° gennaio 2027 la percentuale scende al 36% sull'abitazione principale e al 30% sugli altri immobili. Fa fede il momento del pagamento, non quello della firma: su un impianto da 15.000 € significa circa 2.100 € di detrazione in meno se le fatture si saldano a gennaio anziché a dicembre. Se un lavoro è già in programma, vale la pena ragionare anche sul calendario.
Sul litorale, da Ostia a Sabaudia fino al Circeo, lavoriamo spesso su seconde case: lì l'aliquota scende al 36% con tetto di 48.000 €. Attenzione però: se l'intervento riguarda il riscaldamento, il Conto Termico non fa distinzione tra prima e seconda casa e spesso rende di più. Su una villetta usata pochi mesi l'anno il calcolo va rifatto da capo, perché il ragionamento valido per l'abitazione principale qui non regge.
Quando c'è un vecchio generatore da mandare in pensione — caldaia obsoleta, GPL, gasolio — entra in gioco la misura più interessante del 2026: un contributo a fondo perduto fino al 65% che il GSE versa sul conto corrente, non come sconto fiscale. Sotto i 5.000 € arriva in un'unica soluzione, sopra in 2-5 rate annuali. Il decreto è del 7 agosto 2025, la misura è in vigore dal 25 dicembre 2025 e il portale del GSE, il Portaltermico 3.0, ha aperto il 2 febbraio 2026.
Due cose nuove che vale la pena conoscere: possono accedervi anche imprese, enti del Terzo Settore, cooperative e comunità energetiche, non più solo privati e pubblica amministrazione; e tra gli interventi finanziabili sono entrati il fotovoltaico con accumulo e le colonnine di ricarica, a condizione che siano abbinati a una pompa di calore elettrica. La domanda si presenta entro 90 giorni dalla fine lavori.
La percentuale, però, non è tutto: il fondo è chiuso e si esaurisce. La dotazione è di 900 milioni l'anno, 500 dei quali per i privati, e le richieste si accolgono in ordine di arrivo. Nel 2026 sono arrivate a circa 1,3 miliardi nel giro di un mese, tanto che il GSE ha sospeso il portale dal 3 marzo al 13 aprile per poi riaprirlo. È il motivo per cui prepariamo la pratica in parallelo ai lavori e non a cantiere chiuso: fra due domande identiche, passa quella arrivata prima.
Con un ISEE entro 15.000 € (soglia che sale a 30.000 € da quattro figli a carico) il Reddito Energetico Nazionale copre l'intero costo di un impianto tra 2 e 6 kW sulla prima casa, manutenzione compresa.
Il punto critico, oggi, è il tempismo: i bandi 2024 e 2025 si sono chiusi entrambi per esaurimento dei fondi e ad agosto 2026 il bando dell'anno non risulta ancora pubblicato, senza date ufficiali di apertura. Il GSE può anche riaprire lo sportello in corso d'anno, se da rinunce ed esclusioni si liberano almeno 5 milioni. Nelle edizioni passate le risorse sono sparite in pochi giorni: se rientri nei requisiti, sentici prima che apra — la domanda va presentata pronta, non preparata al momento.
È la novità dell'estate, e cambia il quadro rispetto a pochi mesi fa. Il DPCM Automotive del 10 giugno 2026 ha rifinanziato all'articolo 6 il bonus per la ricarica domestica: 80% di quanto spendi fra acquisto e installazione, con un tetto di 1.500 € per una persona fisica e di 8.000 € per un intervento sulle parti comuni di un condominio, per le spese sostenute fino al 31 marzo 2030. Rientrano nel conteggio anche la linea elettrica dedicata, le opere murarie, la progettazione e il collaudo: non il solo apparecchio.
Manca ancora il pezzo decisivo. Lo sportello non è aperto e le date le fisserà un provvedimento attuativo del MIMIT; la dotazione è di 68 milioni fino al 2030, il grosso fra 2027 e 2029, e le domande si esaminano in ordine cronologico sulla piattaforma di Invitalia. Sullo stesso intervento non si somma alla detrazione: si sceglie. Per i condomìni dei quartieri costieri, dove il posto auto è quasi sempre in parte comune, gli 8.000 € cambiano davvero i conti di un'assemblea. Chi installa ora faccia una cosa sola: tenere da parte fatture elettroniche, pagamenti tracciabili e dichiarazione di conformità, che sono i documenti richiesti alla riapertura.
Indipendentemente dalla situazione, l'IVA agevolata al 10% (invece del 22%) si applica agli impianti su edifici residenziali già esistenti: è uno sconto diretto in fattura, non una pratica da fare.
Chi aderisce a una Comunità Energetica incassa invece una tariffa premio fino a 120 € per MWh condiviso (impianti fino a 200 kW), riconosciuta per vent'anni; la domanda al GSE va presentata entro 120 giorni dall'entrata in esercizio. Una precisazione utile, perché in rete circola ancora l'informazione vecchia: il contributo PNRR a fondo perduto del 40% ha esaurito le risorse il 21 novembre 2025 e il termine per chiudere i lavori collegati è scaduto il 30 giugno 2026. Resta la tariffa premio, che da sola giustifica l'adesione. Verifichiamo insieme se nel tuo comune una CER è già attiva.
| La tua situazione | Misura più adatta | Quanto recuperi | Tempi di incasso |
|---|---|---|---|
| Prima casa, impianto nuovo | Detrazione 50% (36% dal 2027) | Metà della spesa (max 96.000 €) | 10 anni di sconto IRPEF |
| Seconda casa / casa al mare | Detrazione 36% o Conto Termico | 36% (max 48.000 €) oppure fino al 65% | 10 anni oppure pochi mesi |
| Sostituzione riscaldamento | Conto Termico 3.0 | Fino al 65% a fondo perduto | Bonifico GSE in pochi mesi |
| ISEE sotto 15.000 € | Reddito Energetico | Impianto interamente coperto | Bando 2026 non ancora aperto |
| Wallbox, casa o condominio | Bonus colonnine domestiche | 80%, fino a 1.500 € (8.000 € in condominio) | Rimborso Invitalia, sportello da aprire |
| Qualsiasi, su edificio esistente | IVA al 10% | 12 punti di IVA in meno | Subito, in fattura |
Aziende
Nelle zone produttive in cui lavoriamo — Santa Palomba, Guidonia, l'area industriale di Colleferro — la logica è diversa: non si ragiona su detrazioni personali ma su deduzioni e crediti d'imposta.
Dal 2026 i vecchi crediti d'imposta non ci sono più: la Legge di Bilancio ha introdotto l'iperammortamento, attuato con il decreto interministeriale del 7 maggio 2026. Cambia il meccanismo, non solo l'aliquota — non si compensa più nulla in F24, si ottiene una maggiorazione del costo fiscale del bene che aumenta le quote di ammortamento deducibili dal reddito.
Vale per gli investimenti dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028, con maggiorazione del 180% fino a 2,5 milioni, 100% da 2,5 a 10 milioni e 50% da 10 a 20 milioni. Il fotovoltaico rientra tra i beni agevolabili come autoproduzione di energia rinnovabile per autoconsumo, sistemi di accumulo compresi, con un limite preciso: l'impianto non può superare il 105% del fabbisogno della struttura produttiva, calcolato sui consumi medi dell'anno prima.
La procedura passa dalla piattaforma GSE — prenotazione aperta dal 12 giugno 2026, comunicazioni di conferma dal 21 luglio 2026 — e richiede perizia tecnica asseverata e certificazione contabile. Noi seguiamo la parte impiantistica e forniamo la documentazione tecnica che serve al tuo consulente.
Agisce sugli interessi del finanziamento anziché sul costo del bene: contributo statale maggiorato per le PMI che acquistano beni strumentali a basso impatto ambientale. Si può abbinare all'iperammortamento.
Fino al 2025 era appannaggio di privati e pubblica amministrazione. Dal 2026 capannoni, uffici ed esercizi commerciali accedono al contributo a fondo perduto GSE per pompe di calore e impianti termici efficienti.
Nota: sul fronte aziendale il quadro va sempre chiuso con il tuo commercialista, caso per caso. Da parte nostra forniamo preventivo, schede tecniche e documentazione dell'impianto.
Dati verificati sulle fonti ufficiali (GSE, MIMIT, MASE, Agenzia delle Entrate) il 23 agosto 2026. Contenuto divulgativo, non sostitutivo della consulenza di un fiscalista.
Dipende dal tipo di lavoro. Sulla detrazione l'aliquota è ridotta al 36% con tetto di 48.000 €, quindi il rientro è più lento. Ma se sostituisci il riscaldamento il Conto Termico 3.0 ignora la distinzione prima/seconda casa e ti restituisce fino al 65% a fondo perduto in pochi mesi: su una villetta usata stagionalmente è spesso la strada giusta.
No: su un medesimo intervento se ne sceglie uno. Fa eccezione l'IVA agevolata al 10%, che è uno sconto in fattura e si somma sempre. Il calcolo di convenienza lo facciamo in sopralluogo, perché a parità di impianto la misura migliore cambia in base a reddito, tipo di immobile e presenza di un impianto da sostituire.
Cambia radicalmente: la detrazione fiscale rientra in dieci quote annuali, il Conto Termico arriva come bonifico del GSE in genere entro pochi mesi (una sola rata sotto i 5.000 €). Se hai bisogno di rientrare in fretta dell'investimento, è un criterio di scelta che pesa quanto la percentuale.
Pagare con il bonifico che ti prepariamo, con quella causale e quei dati, e conservare fatture e ricevute. Il resto — comunicazione ENEA nei 90 giorni, domanda GSE, documentazione tecnica — lo gestiamo noi. Gli errori che fanno perdere l'agevolazione riguardano quasi sempre il bonifico, non l'impianto.
Un sopralluogo gratuito basta per capire quale misura ti conviene davvero e quanto rientra dell'investimento. Senza impegno.