Funziona benissimo o delude, e la differenza quasi mai dipende dalla marca: dipende da temperatura di mandata, isolamento e dimensionamento. Ecco cosa guardiamo prima di proporla, e perché sul litorale laziale parte avvantaggiata.
Una pompa di calore non produce calore, lo trasferisce da fuori a dentro. Quanto le costa farlo dipende quasi interamente da una variabile: quanto calda deve essere l'acqua che manda nell'impianto. A 35 °C — la temperatura tipica di un pavimento radiante — lavora nel suo campo ideale e restituisce quattro o cinque unità di calore per ogni unità elettrica assorbita. Chiedendole 55 o 60 °C per alimentare radiatori vecchi, la stessa macchina scende sotto tre, e in bolletta la differenza è enorme.
È qui che nascono quasi tutte le installazioni deludenti di cui sentiamo parlare: macchina buona, impianto sbagliato. Prima ancora di parlare di modelli, quindi, guardiamo che tipo di terminali hai in casa e a che temperatura devono lavorare per scaldare le stanze nelle giornate più fredde dell'anno.
L'efficienza di una pompa di calore ad aria cala quando l'aria esterna è molto fredda, perché il calore da spostare è meno e la macchina deve lavorare di più. Nel nostro territorio — dal litorale fino ai Castelli — le minime invernali restano quasi sempre in un intervallo mite, e il mare fa da volano termico attenuando i picchi. Le stesse macchine che in pianura padana passano settimane in condizioni gravose, qui lavorano quasi tutto l'inverno nel loro punto di massima resa.
Cambia il quadro in quota, sui comuni più alti dei Castelli, dove le notti sono decisamente più rigide: lì valutiamo con più attenzione la taglia e, in certi casi, la soluzione ibrida.
Pompa di calore e caldaia convivono e si alternano: la centralina sceglie di volta in volta la fonte più economica. È la scelta ragionevole quando i radiatori esistenti restano al loro posto e l'isolamento non è ottimale.
Il gas sparisce del tutto, insieme al contatore e ai relativi costi fissi. Ha senso con terminali a bassa temperatura — pavimento radiante o ventilconvettori — e un involucro edilizio decente.
La combinazione che cambia i conti: la macchina consuma elettricità di giorno, quando i pannelli producono. Programmando i cicli nelle ore di sole gran parte del riscaldamento diventa autoconsumo.
Se la casa è poco isolata e ha solo radiatori ad alta temperatura, prima conviene intervenire sull'involucro o sui terminali: installare la pompa di calore in quelle condizioni significa pagarla e poi vederla lavorare male. Lo diciamo in sopralluogo, anche quando comporta rimandare il lavoro: un impianto che delude è un problema nostro per gli anni a venire, non solo tuo.
Sul fronte economico, la sostituzione di un generatore esistente rientra nel Conto Termico 3.0, che restituisce fino al 65% come contributo diretto del GSE in pochi mesi — senza attendere dieci anni di detrazione.
Daikin, LG, Samsung, Ariston, Rinnai, Chaffoteaux, Riello e altri. Nessun vincolo commerciale con un singolo produttore: la macchina si sceglie dopo aver definito temperatura di mandata e fabbisogno, non prima.
Funzionamento, risparmio e incentivi 2026: le risposte alle domande che riceviamo più spesso.
Sì, ma va valutata la temperatura necessaria. Con radiatori dimensionati per 70 °C la resa cala parecchio: in questi casi proponiamo o la soluzione ibrida, o la sostituzione dei radiatori nelle stanze più critiche per far scendere la mandata dell'intero impianto. È una verifica che facciamo in sopralluogo, stanza per stanza.
Dipende dal rapporto tra il calore che serve e la temperatura a cui lo consegna. In un impianto a bassa temperatura ben dimensionato, nel clima del litorale laziale, si resta stabilmente su un rendimento di 4-5 unità di calore per unità elettrica. Con radiatori ad alta temperatura si scende verso 2,5-3.
L'unità esterna produce un rumore contenuto ma non nullo, e di notte si sente. In sopralluogo scegliamo la posizione tenendo conto delle camere da letto — tue e dei vicini — e dello spazio necessario al ricircolo dell'aria: una macchina installata in un angolo chiuso perde efficienza e diventa più rumorosa.
Con, senza dubbio: la pompa di calore consuma elettricità e il fotovoltaico la produce nelle stesse ore in cui è più semplice programmarne il funzionamento. Anche senza pannelli resta conveniente rispetto al gas, ma è l'abbinamento a portare il costo del riscaldamento vicino allo zero.
Altitudine, vicinanza al mare e tipo di costruito cambiano il progetto di una pompa di calore. Abbiamo raccolto per ogni comune le condizioni che troviamo più spesso sul posto:
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Il sopralluogo è gratuito e non impegna a nulla: veniamo da te, guardiamo la situazione reale e ti diciamo cosa ha senso fare — anche quando la risposta è aspettare.