Il passaggio dalla caldaia alla pompa di calore, a Nemi, conviene quando i terminali sono già a bassa temperatura o si possono adeguare senza opere pesanti.
A Nemi il posizionamento dell'unità esterna rientra nella valutazione paesaggistica, dato che il territorio è quasi interamente nel Parco. Si privilegiano collocazioni non visibili dai punti panoramici, con schermature in materiali coerenti con il contesto.
A questa altitudine la variabile decisiva sono i corpi scaldanti. Con 557 metri di quota e temperature di progetto più basse, un impianto a radiatori impone alla macchina di produrre acqua ad alta temperatura esattamente nelle ore più fredde: la combinazione meno favorevole. Sostituire alcuni terminali o adottare la configurazione ibrida rende più che scegliere una taglia superiore.
Lavorando alla quota più alta dei Castelli, dove l'inverno è lungo, la variabile che pesa di più è la temperatura di mandata: ogni grado risparmiato sulla mandata si traduce in consumo elettrico più basso per tutta la stagione.
La vicinanza conta: verso Nemi ci arriviamo in meno di mezz'ora, quindi la manutenzione programmata e gli interventi urgenti restano gestiti da noi.
La domanda giusta non è «meglio ibrido o elettrico» ma «a quanti gradi deve andare la mandata». A Nemi rispondiamo dopo il rilievo dei terminali, e la risposta cambia da casa a casa anche nella stessa via.
La spesa per una pompa di calore a Nemi rientra nel Conto Termico 3.0 quando sostituisce un impianto esistente; sul nuovo si ragiona invece con le detrazioni. Le differenze.
Il sopralluogo è gratuito e non impegna a nulla: veniamo da te, guardiamo la situazione reale e ti diciamo cosa ha senso fare — anche quando la risposta è aspettare.