A Fiumicino i moduli prendono il sale del mare e i residui di combustione che l'attività aeroportuale lascia nell'aria. Sono due sporchi diversi che vanno tolti insieme.
Il litorale di Fiumicino è ventoso e aperto: l'aerosol marino arriva ovunque e non risparmia le falde rivolte verso l'interno, perché il vento gira. Il sale, depositandosi, richiama umidità e fissa al vetro tutto il pulviscolo che incontra.
C'è poi la componente legata al traffico dell'aeroporto e alle arterie che lo servono: un particolato fine con una frazione oleosa, che non si scioglie in acqua. Su un impianto vicino allo scalo il deposito è misurabilmente più rapido che su uno equivalente pochi chilometri più a nord.
A Fiumicino la frequenza conta più del calendario: due interventi l'anno sono la scelta ragionevole, uno in primavera e uno dopo la stagione secca.
A Fiumicino il risciacquo abbondante è la fase che conta, perché il sale va allontanato del tutto e non spostato da un lato all'altro. Acqua demineralizzata e spazzole a setole morbide contro-rotanti montate su asta. L'acqua priva di sali è il punto: quella di rete, evaporando al sole, restituisce al vetro il calcare che portava con sé, e l'impianto finisce peggio di come era prima.
Sono escluse tre cose per principio: detergenti, che lasciano un film su cui la polvere si riattacca subito; getti in pressione, che sollecitano le sigillature perimetrali dei moduli; e il passaggio sui pannelli, che produce microfratture invisibili destinate a diventare punti caldi.
Fra il centro e le zone residenziali prevalgono case indipendenti e piccole palazzine con accessi comodi. Sulle strutture ricettive e sulle attività vicino allo scalo si lavora invece fuori dagli orari di punta, per non interferire.
A Fiumicino programmiamo l'intervento con qualche giorno di anticipo e, se l'impianto è nostro, lo inseriamo nel piano di manutenzione.
Le perdite per sporcamento si collocano di regola fra il 5 e il 15%, e nei contesti più severi superano il 30%. Non è una spesa estetica: è un intervento che si ripaga con l'energia che rimette in circolo, purché ci sia davvero qualcosa da recuperare.
L'unico modo per esserne certi è leggere i numeri prima e dopo, e infatti è quello che facciamo.
Veniamo a vedere l'impianto e leggiamo i dati insieme. Se rende come deve, la pulizia si rimanda e lo diciamo.