A Terracina convivono le serre della piana e il mare aperto: sul vetro arrivano residui di coltura e sale, che insieme formano un deposito difficile.
La piana terracinese è coperta di colture protette. Attorno alle serre l'aria trasporta residui di condensa e di trattamenti fogliari, che si depositano sui pannelli lasciando una patina leggermente untuosa e per sua natura idrorepellente.
Poco più in là c'è il mare, con il suo aerosol salino. Quando le due componenti si sovrappongono il risultato è peggiore della somma: il sale trattiene umidità, la parte oleosa impedisce all'acqua di sciogliere il deposito, e il lavaggio con la sola canna del giardino non produce alcun effetto utile.
A Terracina il momento migliore è la fine dell'estate, a cicli colturali conclusi. Sugli impianti che confinano con le serre serve un secondo passaggio, perché lì l'accumulo non si ferma mai davvero.
A Terracina la patina dei trattamenti richiede più tempo di contatto del previsto, perché è formulata apposta per resistere al dilavamento. Acqua demineralizzata e spazzole a setole morbide contro-rotanti montate su asta. L'acqua priva di sali è il punto: quella di rete, evaporando al sole, restituisce al vetro il calcare che portava con sé, e l'impianto finisce peggio di come era prima.
Sono escluse tre cose per principio: detergenti, che lasciano un film su cui la polvere si riattacca subito; getti in pressione, che sollecitano le sigillature perimetrali dei moduli; e il passaggio sui pannelli, che produce microfratture invisibili destinate a diventare punti caldi.
In città prevalgono palazzine con lastrico solare; nella piana ci sono aziende agricole con impianti su tettoie e magazzini. Su questi ultimi controlliamo anche canaline e guaine dei cavi, che l'ambiente umido delle serre degrada in fretta.
A Terracina concentriamo gli interventi della zona nella stessa trasferta, così il costo di spostamento non ricade su un impianto solo.
Fra il 5 e il 15% della produzione annua nella maggior parte dei casi, oltre il 30% in quelli trascurati. Tradotto: energia che continui a comprare dalla rete pur avendola sul tetto, e che nessuna bolletta ti segnala come mancata.
Prima di preventivare guardiamo lo storico dell'impianto. Ci vogliono dieci minuti e evita di spendere per un lavoro che non serve.
Veniamo a vedere l'impianto e leggiamo i dati insieme. Se rende come deve, la pulizia si rimanda e lo diciamo.