Quasi tutte le case che visitiamo consumano più del necessario per un motivo banale: nessuno ha mai detto all'impianto come comportarsi. Questa guida parte dal problema che si sente in casa e arriva, se vuoi seguirla fino in fondo, alla parte tecnica.
Ogni tappa apre e chiude con un clic. La prima riguarda una sensazione che conosci, l'ultima riguarda i numeri romani che trovi sui preventivi. Puoi fermarti a metà senza perderti niente di essenziale.
Il soggiorno arriva a 23 gradi mentre in camera se ne stanno a 18. Oppure: appena il sole batte sulla vetrata i termosifoni continuano imperterriti, e alle undici di sera la casa è un forno. Sono i due sintomi che raccontiamo più spesso, e non dipendono dalla potenza della caldaia.
Dipendono dal fatto che l'impianto sta prendendo una decisione sola per tutta la casa, basandosi su un solo punto di misura — di solito un termostato appeso in corridoio o nella stanza più vissuta. Tutto il resto dell'abitazione riceve la conseguenza di quella decisione, che le vada bene o no.
La reazione istintiva è portare il termostato da 20 a 22. Funziona per la stanza fredda e peggiora tutto il resto: le zone già calde diventano invivibili, si aprono le finestre, e il conto sale due volte.
C'è poi un effetto meno intuitivo. Se il generatore è una caldaia a condensazione, farla lavorare più forte del necessario le impedisce di condensare: recupera calore dai fumi solo quando l'acqua di ritorno è abbastanza fredda, e quindi rende di più quando lavora piano e a lungo, non quando spinge. Alzare la mandata per rincorrere una stanza fredda significa spegnere proprio il meccanismo per cui quella caldaia è stata comprata.
Con una pompa di calore il discorso è ancora più netto: ogni grado in più sulla temperatura di mandata le costa rendimento.
Tre cose, che si possono adottare anche una per volta.
Nessuna delle tre richiede di rifare l'impianto: sono interventi che nella maggior parte dei casi si fanno in una giornata, senza toccare tubi né muri.
Siamo onesti: non in tutte le case rende allo stesso modo.
Rende molto dove ci sono superfici ampie e usi disomogenei — la villa sul litorale abitata a stagioni, la casa su due piani con il piano di sopra vuoto per gran parte della giornata, l'appartamento con esposizioni opposte — e dove il generatore è moderno e sa modulare.
Rende poco in un monolocale con un unico circuito e un solo affaccio, o su un generatore vecchio che funziona solo a pieno regime: lì il controllo può dire quello che vuole, la macchina sa fare una cosa sola.
Un caso a parte sono le seconde case, che nella zona in cui lavoriamo sono tante. Il vantaggio non è tanto l'efficienza quanto il controllo a distanza: trovare la casa già in temperatura arrivando il venerdì sera, senza tenere l'impianto acceso tutta la settimana, è il risparmio più grosso che si possa fare.
Nei preventivi trovi numeri romani. Vengono da una classificazione europea dei dispositivi di controllo della temperatura, che va da I a VIII e descrive il modo in cui il dispositivo comanda il generatore. Tre di queste classi sono quelle che in Italia vengono chiamate «evolute».
Le altre classi esistono e sono legittime, ma descrivono controlli più semplici o abbinati a generatori che non modulano. Se vuoi l'elenco completo con le definizioni di tutte e otto, l'abbiamo scritto sull'altro nostro sito, nella guida dedicata alle classi.
Una precisazione che fa risparmiare discussioni: la classe non appartiene al termostato ma alla coppia termostato-generatore. Lo stesso cronotermostato, montato su una macchina che non modula, scende di classe.
Se hai letto altrove che con la termoregolazione evoluta si detrae il 65%, quell'informazione è superata. La maggiorazione legata alle classi V, VI e VIII non è più in vigore: nel 2026 si applica il 50% sull'abitazione principale e il 36% sugli altri immobili, fino al 31 dicembre, e dal 2027 — salvo proroghe — si scende a 36% e 30%.
Da tenere presente anche un'altra regola, che riguarda il generatore e non il controllo: dal 2025 le caldaie a soli combustibili fossili non danno più diritto ad alcuna detrazione, se non dentro un sistema ibrido con pompa di calore. In quel caso la centralina che sceglie quale macchina far lavorare è il cuore dell'impianto, non un optional.
Il quadro completo, con le scadenze aggiornate, è nella pagina incentivi.
Devo rifare l'impianto? Quasi mai. Nella maggior parte dei casi si interviene sul controllo e sulle valvole, lasciando tubi e corpi scaldanti dove sono.
Serve il wi-fi? Per la regolazione no, funziona da sola. Serve se vuoi comandare l'impianto dal telefono, che è la funzione più usata sulle case non abitate tutto l'anno.
Quanto risparmio? Chi ti dà una percentuale prima di aver visto l'impianto sta tirando a indovinare. Il margine dipende da quanto la casa è oggi mal regolata: su un impianto già tarato bene si guadagna poco, su uno lasciato ai valori di fabbrica si guadagna parecchio. Lo valutiamo in sopralluogo sui consumi reali.
Posso installarlo da solo? Il dispositivo sì, in molti casi. La taratura della curva climatica no: è la parte che decide se l'intervento funziona, e va fatta sull'edificio, non sul manuale.
Un sopralluogo gratuito basta per capire se il problema è la regolazione o qualcos'altro, e quanto vale la pena spenderci. Senza impegno.