Nelle ore centrali della giornata un impianto fotovoltaico produce quasi sempre più di quanto la casa riesca a usare. Quell'eccedenza finisce in rete con il ritiro dedicato del GSE, a un prezzo molto più basso di quello che paghi quando, la sera, l'energia la prendi dalla rete.
Con un sistema di accumulo l'eccedenza resta in casa e copre i consumi delle ore senza sole. È il motivo per cui molti impianti nascono già con la batteria, o la ricevono qualche anno dopo.
Messi insieme questi dati, per una casa con impianto da 4-6 kWp la batteria giusta sta quasi sempre fra 5 e 10 kWh; diventa 10-15 kWh quando ci sono pompa di calore o auto elettrica.
Siamo installatori certificati Tesla Powerwall e Huawei FusionSolar e lavoriamo con batterie al litio ferro fosfato (LFP), la chimica più sicura per l'uso in casa.
Le strade sono tre: batteria collegata all'inverter, se è già ibrido; batteria con un proprio inverter collegata in corrente alternata, che non tocca l'impianto esistente; oppure sostituzione dell'inverter, utile quando quello vecchio è vicino a fine vita.
Per gli impianti incentivati con il Conto Energia la batteria è possibile, a condizione di rispettare le configurazioni previste dal GSE e di comunicare la modifica: è una verifica da fare sullo schema dell'impianto prima di comprare qualsiasi componente.
Una batteria normale, quando manca la rete, si spegne con l'inverter: lo impongono le norme di connessione (CEI 0-21) per la sicurezza di chi lavora sulla linea. Per avere corrente durante un'interruzione serve il sistema di backup, che separa la casa dalla rete e la alimenta dall'accumulo.
Il backup può coprire l'intera abitazione o solo alcune linee: frigorifero, luci, router, caldaia, cancello automatico. In campagna e in collina, dove le interruzioni sono più frequenti, è spesso il motivo principale per cui si sceglie la batteria.
L'accumulo è detraibile come il fotovoltaico: 50% sull'abitazione principale, 36% sulle altre abitazioni, per spese pagate nel 2026 e recuperate in dieci anni. Vale anche quando la batteria si aggiunge a un impianto già esistente. Tutti gli incentivi.
Le sei domande che ci fanno più spesso prima di scegliere una batteria.
Quanti ne consumi dal tramonto al mattino, nei limiti dell'energia che l'impianto produce in eccesso di giorno. Per una famiglia tipo con 4-6 kWp di fotovoltaico la taglia corretta è fra 5 e 10 kWh; con pompa di calore o auto elettrica 10-15 kWh.
Dipende dall'impianto. Powerwall 3 è la scelta più semplice per un impianto nuovo o per aggiungere accumulo e backup con un solo apparecchio; LUNA2000 è ideale con un inverter Huawei e per chi vuole partire piccolo e ampliare a moduli. Al sopralluogo indichiamo quella adatta al tuo caso.
Solo se l'impianto ha la funzione di backup, con il dispositivo che separa la casa dalla rete. Senza, per le norme di connessione l'inverter si spegne insieme alla rete anche con la batteria carica.
Sì: collegandola all'inverter se è ibrido, con una batteria accoppiata in corrente alternata oppure sostituendo l'inverter. Sugli impianti in Conto Energia vanno rispettate le configurazioni del GSE e l'intervento va comunicato.
Sì, rientra nella detrazione per la ristrutturazione: 50% sull'abitazione principale e 36% sulle altre case per le spese 2026, in dieci anni, anche se installata dopo il fotovoltaico.
Le batterie LFP hanno garanzie di 10 anni e una vita utile in genere più lunga; la capacità cala gradualmente con gli anni. La manutenzione è minima: aggiornamenti software automatici e un controllo periodico di collegamenti e ventilazione.
Il sopralluogo è gratuito e non impegna a nulla: veniamo da te, guardiamo la situazione reale e ti diciamo cosa ha senso fare — anche quando la risposta è aspettare.