All'Olgiata gli impianti stanno dentro un parco: pini, querce e prati significano polline, aghi e materiale organico tutto l'anno.
Il comprensorio è progettato attorno al verde, con alberature mature e chiome ampie. Sui tetti arriva una quantità di materiale vegetale nettamente superiore alla media urbana, distribuita lungo tutto l'anno anziché concentrata in una stagione.
Il materiale organico si decompone sul vetro e lascia residui aderenti; gli aghi si accumulano contro la cornice bassa e bloccano il deflusso dell'acqua. Da lì parte il ristagno e, con esso, la comparsa di muschio sul perimetro del modulo.
All'Olgiata la liberazione dei bordi è la parte più importante del lavoro e va fatta almeno annualmente. Il resto della superficie segue il ritmo delle fioriture: un passaggio dopo la primavera è quello che rende di più.
All'Olgiata il lavoro comincia dai canali fra le file, dove il materiale vegetale si accumula e trattiene umidità tutto l'anno. Acqua trattata a osmosi inversa e spazzole contro-rotanti a setole morbide. Le setole girano in senso opposto fra loro: sollevano il deposito invece di trascinarlo lungo la superficie, che è la differenza fra pulire e rigare.
Non usiamo raschietti, che rovinano in modo irreversibile il trattamento antiriflesso, né idropulitrici, che sui bordi sigillati fanno più danni di quanti ne risolvano. Anche l'orario conta: si lavora presto o nel tardo pomeriggio, perché su un vetro rovente l'acqua evapora prima di agire.
Le proprietà sono ampie e gli accessi generalmente comodi, ma le chiome vicine ai tetti condizionano il modo di lavorare. Dove un ramo ombreggia stabilmente una stringa lo mettiamo per iscritto: è un problema separato dalla pulizia.
All'Olgiata coordiniamo volentieri l'intervento con la manutenzione del verde già programmata, così si fa tutto in una volta.
Uno sporcamento uniforme costa tipicamente fra il 5 e il 15% della resa, e supera il 30% dove il deposito si è consolidato per più stagioni. La perdita è graduale e silenziosa: nessun allarme scatta e ci si abitua a un rendimento più basso senza accorgersene.
Il modo per accorgersene è uno solo, confrontare i dati con lo stesso periodo degli anni precedenti. Se il monitoraggio è attivo, lo facciamo insieme in sopralluogo.
Veniamo a vedere l'impianto e leggiamo i dati insieme. Se rende come deve, la pulizia si rimanda e lo diciamo.